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12 Nov 2018
Festa della Natività della B. V. Maria
Prepariamoci alla festa dell'8 settembre

L’aurora della salvezza 

All’inizio dell’autunno, dopo la pausa estiva, la vita riprende i suoi ritmi, ripartono le attività. Anche la comunità cristiana si rimette in cammino, fiduciosa del compiersi del disegno divino. 

La Natività di Maria ricorda la fedeltà di Dio al suo progetto per l’umanità. L’Ufficio delle letture della festa propone Gen 3,9-20. Dopo che il serpente ha insinuato il dubbio nella relazione tra i progenitori e Dio (cf. Gen 3,4-5), la sfiducia corrompe tutta la rete relazionale di Adamo ed Eva. Alla serenità e alla pace, si sostituiscono la paura, la percezione della propria fragilità, la fuga da Dio, l’inimicizia, il rapporto conflittuale con la terra, la fatica del vivere. Ma Dio resta fedele e va a cercare l’uomo là dove è caduto. Non cancella la libertà, e quindi la responsabilità della prima coppia, ma progetta la sua liberazione. Dio continua a guardare con benevolenza la sua creatura: maledice il serpente, ma non Adamo ed Eva. 

La liturgia della Parola della Messa dell’8 settembre ci presenta il punto di arrivo della pazienza di Dio: la lunga genealogia di Gesù indicata dal Vangelo di Matteo (1,1-16.18-23) ci fa attraversare una storia ferita ma non irreparabilmente guasta. Al termine Dio può e vuole individuare un’altra coppia. Giuseppe è il giusto che, quando l’angelo gli annuncia la gravidanza di Maria, non colpevolizza la sua sposa; Maria, infine, è colei nella quale si realizza la giustizia di Dio, che rinnova e salva: da lei nasce il Sole di giustizia, Gesù Cristo (cf. versetto al Vangelo), l’Uomo nuovo. 

La Natività di Maria è segno di speranza, perché testimonia la permanenza della volontà salvifica di Dio lungo i sentieri angusti del cammino dell’umanità (cf. orazione dopo la comunione). Per dare continuità al progetto di salvezza, la Sapienza divina “pensa Maria”, una creatura dalla quale possa nascere il Frutto benedetto, Colui che restituisce l’umanità a una relazione di fiducia filiale con Dio. 

Da questa festa impariamo a guardare all’impegno dell’anno sociale che si riapre con fiducia e benevolenza: un percorso per “diventare come Dio”, non secondo la provocazione del serpente, ma secondo l’annuncio di pace che Cristo viene a portare. 

 
Preghiera
 

O Vergine nascente,

speranza e aurora di salvezza al mondo intero,

volgi benigna il tuo sguardo materno a noi tutti,

qui riuniti per celebrare e proclamare le tue glorie!

 

O Vergine fedele,

che sei stata sempre pronta e sollecita ad accogliere,

conservare e meditare la Parola di Dio,

fa’ che anche noi, in mezzo alle drammatiche vicende della storia,

sappiamo mantenere sempre intatta la nostra fede cristiana,

tesoro prezioso tramandatoci dai Padri!

 

O Vergine potente,

che col tuo piede schiacci il capo del serpente tentatore,
fa’ che realizziamo, giorno dopo giorno,

le nostre promesse battesimali,

con le quali abbiamo rinunziato a Satana,

alle sue opere ed alle sue seduzioni,

e sappiamo dare al mondo

una lieta testimonianza della speranza cristiana.

 

O Vergine clemente,

che hai sempre aperto il tuo cuore materno alle invocazioni dell’umanità,

talvolta divisa dal disamore

ed anche, purtroppo, dall’odio e dalla guerra,

fa’ che sappiamo sempre crescere tutti,

secondo l’insegnamento del tuo figlio,

nell’unità e nella pace,

per essere degni figli dell’unico Padre celeste. 

Amen!

 

(San Giovanni Paolo II, 8 settembre 1980)